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Roma, 28 aprile 2026. Si è chiuso lunedì 27 aprile, con la lezione del prof. Giovanni Orsina, il primo ciclo delle Lezioni Repubblicane. Costituzione, Europa, diritti, il progetto promosso dalla Fondazione Giorgio Napolitano ETS insieme alla Fondazione Treccani Cultura ETS e dedicato alla diffusione della cultura costituzionale, dei valori europei e della tutela dei diritti tra le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie superiori.

Tre incontri, a Roma, nelle mattine del 13, 20 e 27 aprile 2026, alla presenza delle classi quarte e quinte di tre licei della capitale — il Liceo Ginnasio «Torquato Tasso», il Liceo Statale «Dante-Caravillani» e il Liceo Statale «Vittoria Colonna» — e in diretta streaming sul sito del Corriere della Sera, con il supporto tecnico di Edulia, dal sapere Treccani.

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Le tre lezioni

13 aprile — Daria De Pretis. Le istituzioni costituzionali della Repubblica. Giurista, professoressa emerita di diritto amministrativo all’Università di Trento, già giudice della Corte costituzionale, De Pretis ha scelto di costruire la sua lezione attorno all’articolo 1 della Costituzione, soffermandosi sulle parole «la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Da qui il discorso sulle ragioni storiche dei limiti al potere — anche al potere della maggioranza — sullo Stato di diritto, sulla preferenza costituzionale per la democrazia rappresentativa, sulla divisione dei poteri come architettura volta a tutelare la persona, sul bilanciamento dei diritti, e infine sulla crisi contemporanea delle democrazie liberali e sull’attacco alle Corti.

20 aprile — Giuliano Amato. Le istituzioni europee. Già Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente della Corte Costituzionale, professore emerito di diritto pubblico comparato, Amato ha aperto la lezione ricordando il rapporto del Presidente Napolitano con l’ideale europeo — e il ruolo decisivo svolto, fra gli anni Settanta e Ottanta, nel portare il PCI ad accettare e poi a sostenere l’integrazione comunitaria. Da quel filo personale, la lezione si è allargata alle radici culturali dell’europeismo (da Kant a Mazzini, da Federico Chabod alle prime proposte di unità europea del primo Novecento, fra cui quelle di Coudenhove-Kalergi e di Luigi Einaudi), alla nascita della CECA, al fallimento della CED nel 1953, al successo del mercato comune, all’emergere progressivo di una sostanza valoriale europea attraverso la Corte di giustizia, fino alle sfide attuali — dalla globalizzazione ai populismi, alla Brexit, alla pandemia, al cambiamento climatico, dall’immigrazione,alla  guerre, alla difesa comune.

27 aprile — Giovanni Orsina. L’Occidente e l’Italia. Storico e politologo, ordinario di Storia contemporanea alla LUISS Guido Carli, Orsina ha collocato la storia repubblicana nel più lungo arco della modernità occidentale. Partendo da una mappa dell’Occidente in cui il «centro» si rivela essere un punto in mezzo all’Atlantico settentrionale e l’Italia un’estremità periferica, ha proposto una lettura del Paese come continuamente impegnato, da almeno duecento anni, in un faticoso adeguamento al modello di modernità irradiato dal mondo anglosassone e statunitense: l’unificazione del 1861, Pinocchio e il libro Cuore come pedagogia nazionale, il fascismo come «complesso di inferiorità rovesciato in superiorità» fino alla catastrofe del 1945, e la Repubblica come ripensamento profondo del rapporto con l’Occidente — De Gasperi, NATO, integrazione europea, Costituzione come tentativo di tenere insieme valori in conflitto fra loro.

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Le voci dei ragazzi

Il segno distintivo del ciclo è stato il dialogo diretto con il pubblico delle classi: ogni lezione si è chiusa con un confronto a domande e risposte, talvolta scritte e inviate dalle scuole in collegamento, su temi che vanno dalla scelta dei costituenti al «vincolo di mandato», dalla deterrenza nucleare alla Brexit, dall’intelligenza artificiale al multilateralismo. È quel dialogo, prima ancora dei contenuti, che ha dato senso all’iniziativa.

La Fondazione ringrazia le studentesse e gli studenti, i docenti e le dirigenze dei tre licei coinvolti, i tre relatori e il Corriere della Sera per la collaborazione e per la qualità del confronto.